Mariangela Zabatino  Natale Zoppis

DALLA TERRA ALLA LUNA

 

Dal 9 maggio al 14 giugno 2026

 

Dal 9 maggio al 14 giugno Fondazione Bandera per l’ Arte e Cristina Moregola Gallery presentano la doppia personale Mariangela Zabatino Natale Zoppis Dalla terra alla luna,  un progetto in cui vengono messe in dialogo una serie di 9 immagini fotografiche realizzate da Zoppis in Normandia a Mont Saint – Michel e una selezione di sculture in ceramica di Mariangela Zabatino.

Con un viaggio-racconto, tra Terra e Luna, Zoppis mette in scena una visione in cui è la luna a stabilire con la sua attrazione gravitazionale i flussi delle maree trasformando il paesaggio reale in un panorama fantastico. L’acqua che ciclicamente ricopre la terra lascia tracce visibili e mutabili del proprio movimento  trasportando detriti, sassi e rocce e andando a delineare uno scenario in continua trasformazione. Ogni nuova marea cancella i segni precedenti e rinnova il mistero di un affascinante fenomeno oceanico.

Di fronte all’immensità del territorio la figura umana appare lontana, descritta unicamente da minuscole impronte di passaggio, presente come una messa in scena distante, impercettibile, fagocitata dal paesaggio che la sovrasta, fermata nell’istante di andata verso il mare e ritorno verso l’entroterra similmente al movimento dell’acqua che tutto ricopre per poi ritrarsi.

L’abazia di Mont Saint-Michel compare discretamente, come un frammento, quasi a non voler disturbare il grande silenzio.

Le sculture di Mariangela Zabatino, per lo più buccheri di intenso colore scuro e dalla consistenza terrosa, sembrano essere direttamente prelevati dalle fotografie di Natale Zoppis quali frammenti di quel terreno solcato da  tracce e frammenti.

Con una lavorazione della ceramica che proviene dalla tecnica etrusca caratterizzata da una cottura del manufatto d’argilla in assenza di ossigeno, Zabatino realizza sculture  nelle quali si legge il segno della materia come origine del processo creativo, come inizio di ciò che prenderà forma.

A partire da un fenomeno naturale, qual è il movimento della marea nella zona di Mont Saint- Michel, il serrato confronto tra immagine e materia affonda le radici della relazione tra terra, acqua e luna, nell’ immaginario del divino femminile quale forza generatrice di vita.

Una sezione separata della mostra ritorna al culto della Dea attraverso una selezione di piccole statue di argilla  e una serie di carte di Mariangela Zabatino in dialogo con un’unica fotografia di Natale Zoppis dove la luna e la sua luce ammantano di mistero il percorso espositivo.

 

BIOGRAFIA MARIANGELA ZABATINO

 Mariangela Zabatino è nata a Milano, dove vive e lavora, nel 1972. Diplomata nel 1991 all’IPS Kandinsky in graphic design e nel 1996 alla Scuola di Illustrazione Editoriale del Castello Sfor­zesco di Milano, dal 1989 lavora come graphic designer e illustratrice free lance.

Collabora con musicisti come Michele Fedrigotti, Mauro Lo Guercio, Francesca Rivabene, An­drea Oliva (Orchestra Santa Cecilia di Roma), Fausto Corbo e Lello Narcisi (Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano). Pubblica per Zanichelli, Mondadori, Rizzoli, Sperling & Kupfer, Taut Editori, Editoriale Riza, Edizioni Universo e Raffaello Editore. È ideatrice e responsabile del pro­getto grafico dei libri di Taut Editori. Nel corso della sua attività ha inoltre sviluppato progetti e collaborazioni con istituzioni e fondazioni culturali, tra cui Fondazione Prada.

Nel 1991 avvia la propria ricerca pittorica con Pippo Spinoccia all’Accademia di Belle Arti di Brera e collabora con gli artisti Roberto Casiraghi e Mario Raciti. Nel 2004 comincia il proprio percorso di scultura con il maestro Martin Gerull. Dal 2007 approfondisce la tecnica raku e nel 2016 partecipa all’International Ceramic Workshop di Gijon, in Spagna, sul bucchero, tenuto dall’artista americano David Davison.

È stata selezionata in diversi concorsi di ceramica in Italia e all’estero, tra cui la XIV Biennale Internazionale di Ceramica di Aveiro (Portogallo) nel 2019, il XXVI Concorso Mediterraneo di Ce­ramica Contemporanea (Grottaglie, 2019) e il Concorso Internazionale Ceramics in Love – Two di Castellamonte (Torino, 2019). Nello stesso anno ha vinto il Premio Koryukai, promosso da Arteraku. Tiene corsi di ceramica nel proprio studio, presso la galleria Paraventi Giapponesi di Milano e all’Atelier San Michele di Cernobbio (CO). Chiave della sua poetica è il movimento che dà forma a quella forza primigenia – l’ἀρχή dei greci – da cui tutto proviene e a cui tutto ritorna.

 

BIOGRAFIA NATALE ZOPPIS

 Natale Zoppis (Verbania 1952). Nel 1975, frequenta a Milano la Scuola di Fotografia della Società Umanitaria (oggi cfp Bauer), collaborando nel frattempo con vari studi fotografici ed in particolare come assistente di Laura Salvati e Francesco Radino.

Dal 1983 espone in mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero.

Nel 1992, viene selezionato all’European Photography Award, dove sue opere vengono esposte alla Bahnhof Westend di Berlino  – Nel 1993, la rivista Aperture di New York, lo invita a partecipare alla mostra “Immagini Italiane”, presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, itinerante a: Napoli, Museo di Villa Pignatelli; New York, Tue Murray Isabella Rayburn Fundation, – Nel 1999 espone in una personale alla Galleria Urban Architecture di New York – Sempre nel 1999 partecipa a “Da Guarene all’Etna, via mare, via terra”, organizzata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, alla Ex Chiesa del Carmine di Taormina, itinerante a: Modena, Palazzina dei Giardini; Napoli, Palazzo Reale;  Milano, Palazzo delle Stelline; Guarene d’Alba, Palazzo Re Rebaudengo – Nel 2002/2003 è presente alla mostra “Corpus Christi, Les représentations du Christ en photographie 1855–2002”, a Parigi all’Hotel de Sully, itinerante a: Gerusalemme, Israel Museum; Amburgo, Deichtorhallen – Nel 2006 partecipa alla mostra “Alterazioni, le materie della fotografia tra analogico e digitale” al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, Milano – Nel 2013, la Galleria ABF-Scatola Chiara di Torino, lo presenta al MIA Fair-Milano.

Ha organizzato workshop presso: il cfp Bauer di Milano, all’Istituto Europeo di Design di Torino e la Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Nel periodo 1979/1990 è stato consulente per quanto riguarda la fotografia, del Museo del Paesaggio di Verbania, organizzando mostre: “Quattro a Verbania” 1983, con G.Basilico, L.Ghirri, F.Radino, N.Zoppis (catalogo Electa); e in collaborazione con Roberta Valtorta, “Paolo Monti Laboratorio ossolano” 1985 (catalogo Istituto P.Monti); “Paolo Gioli Obscura la natura riflessa “ 1986 (catalogo Electa).

Alcune sue opere sono presenti nelle seguenti collezioni: Casa della Cultura, Universitad Autònoma, Puebla, Messico; Bibliothèque National, Parigi; International Polaroid Collection, WestLicht Museum of Photography, Vienna; Galleria Civica di Modena; Galérie Klatovy, Klenovà, Repubblica Ceca; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene d’Alba; Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo, Milano; Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Castello di Masnago, Varese; Museo del Paesaggio, Verbania; Civica Raccolta del Disegno, Salò; Collezione Malerba, Milano; Bottega Cecè Casile, Milano, ed in altre raccolte sia pubbliche che private.

Sempre nel 1983/84 inizia un articolato percorso di ricerca che ha nei concetti di materia e di memoria i suoi elementi cardine. Utilizza procedimenti e materiali estranei al processo fotografico tradizionale – contaminandolo con decostruzioni, collage, coloriture manuali, lacerazioni del supporto polaroid – e usa la fotografia per analizzarne i meccanismi costitutivi e la possibilità di dialogo con altri linguaggi. In modo complementare indaga, facendoli interagire, i temi della memoria e dell’identità, di eros e di thánatos, del sacro e della ritualità popolare.

Sono di questo periodo i cicli di lavoro: Ritratto della memoria, Museo della memoria, Ipotesi di donazione e Reliquiari.

A proposito di questo ultimo lavoro, Roberta Valtorta osserva significativamente: “Alchemici, argentati, raffinati nei colori, come vogliamo che l’anima sia, insistiti nelle materie, tridimensionali e quasi carnali come un tormento del corpo, i Reliquiari di Natale Zoppis (…) parlano delle essenze del corpo e dei linguaggi, parlano insieme di chimica della fotografia, di memoria, di morte in chiave di magica-fisica trasformazione.” (Natale Zoppis. Reliquiari, Catalogo della mostra, Art&, 1996)

Con l’avvento della fotografia digitale e la progressiva svalutazione del mezzo analogico, avviene tra il 2012/2013 una svolta radicale nel percorso artistico dell’autore.  Il nuovo mezzo, più “secco” e poco materico, e in particolare la scomparsa del supporto polaroid, suo materiale d’indagine preferito, lo costringe ad abbandonare le esperienze materico-manuali per ricercare una nuova strada, più di osservazione e di verifica, forse più concettuale, ma sempre incentrata sui temi della memoria e della materia.

La nuova materia d’indagine, in continuità ideale con le ricerche artistiche precedenti, Zoppis la individua nella polvere, tema fortemente biblico, protagonista delle ultime tendenze dell’arte contemporanea, attratte in modo decisivo dal tema della polverizzazione delle cose e del mondo.

Informazioni

MARIANGELA ZABATINO NATALE ZOPPIS
Dalla terra alla luna

A cura di Cristina Moregola

Dal 9 maggio al 14 giugno 2026

Inaugurazione:
Sabato 9 maggio ore 19.00

Orari di apertura
Da giovedì a domenica 16.00 – 19.00